venerdì 27 ottobre 2017

Altopiano del Golgo, anima sarda... un po'western e demoniaca


Meglio venire al mattino dalle parti dell’altopiano del Golgo, sopra Baunei (Ogliastra), per gustarsi in quasi solitaria un luogo con un’anima… anche perché qui della cosiddetta "anima viva" non c’è traccia  e si è accolti da uno stuolo di animali allo stato semibrado che, pur pacifici, ti fanno subito capire che sei un’ospite.  Arrivando alla chiesa di San Pietro, gentilmente accompagnati da un asino, ci si immerge in una strana atmosfera di ambientazione mexican-western, dove non sarebbe strano veder spuntare qualche campesino o un giovane Clint Eastwood a cavallo.


L’antica costruzione rivela però una storia autenticamente sarda, circondato da una cinta muraria all’interno della quale trovano posto gli "istaulus" detti anche "cumbessias", sorta di rustici ricoveri che un tempo erano utilizzati dai pellegrini che qui convenivano per le varie devozioni.

Attorno, in un silenzio sacrale, indotto da un piccolo ed enigmatico  monolite antropomorfo di epoca nuragica, antichi olivastri prosperano in una vitalità quasi oltre il tempo, in una loro ineffabile dimensione.
E antichi tratturi conducono, poco più in là, a un’orrido buco di  quasi trecento metro di profondità, l’abisso "Su Sterru" che pare contrappuntare la santità.
Una delle tante leggende racconta che in questi paraggi vivesse una demoniaca e gigantesca serpe, agguantata da San Pietro e poi scagliata in terra con tanta energia da creare l’abisso stesso. Ma è tempo di andare per non rovinare sensazioni… stanno cominciando ad arrivare i "cannibali" agostani che stanno cercando la giusta via per guadagnarsi un bagno nelle acque cristalline della sottostante Cala Goloritzè.